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LA PRESENTE PAGINA È STATA INTRODOTTA CON L'INTENTO DI FORNIRE UN SERVIZIO INFORMATIVO AGGIUNTIVO AD INTEGRAZIONE DEL SITO, GLI ARGOMENTI VERRANNO INTRODOTTI GRADUALMENTE SENZA DOVER RICORRERE A PROGRAMMAZIONI TEMPORALI STRINGENTI.

PER CUI PER UN PERIODO INIZIALE SARÀ PALESEMENTE CONTENUTA, PERÒ VIA VIA CERCHEREMO DI ARRICCHIRLA IL PIÙ POSSIBILE CON CONTENUTI CHE SIANO DA UN LATO SPECIFICI E AL TEMPO STESSO DI INTERESSE COMUNE AL SETTORE DI CUI CI OCCUPIAMO.
ARGOMENTI TRATTATI
COMPOSIZIONE DEI PREZZI
(Oneri sicurezza e manodopera)
SIGNIFICATO DI COSTO E DI PREZZO
SIGNIFICATI DI ONERI E DI SPESE
STATO DI PREVISIONE DELL'UTILE
VARIAZIONI DELLE ANALISI
(Riflessi sull'utile)















APPROFONDIMENTI

LA COMPOSIZIONE DEI PREZZI IN EDILIZIA
CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALL'INCIDENZA
DELLA MANODOPERA E DEGLI ONERI DI SICUREZZA

Il prezzo delle opere e, quindi, delle singole lavorazioni è composto dai seguenti costi: materiali, manodopera, noli, trasporti ai quali va aggiunta una % di oneri per la sicurezza, una % per spese generali ed una % per utili di Impresa.
Sappiamo inoltre che alla determinazione di un prezzo si perviene effettuando un'appropriata analisi che, per poter risultare attendibile, dovrebbe essere sviluppata sulla base dei reali costi elementari dei vari componenti e sulla base di precisi calcoli atti a calcolare i quantitativi dei materiali necessari per realizzare le singole lavorazioni.

Gli ONERI della sicurezza, che debbono essere compresi nel prezzo, non vanno confusi con i COSTI della sicurezza che si applicano quando l'intervento edilizio comporta la presenza di rischi interferenti: tali costi, infatti, sono definiti all'interno del Piano di Sicurezza e Coordinamento, così detto PSC, e non sono quindi ricompresi nei prezzi di elenco delle lavorazioni.
I costi dei materiali sono di norma quantificabili con “sufficiente precisione”, a patto che siano chiari i sistemi ed i cicli di lavorazione:ciò non è sempre del tutto scontato; gli altri fattori di costo invece suscitano ricorrentemente perplessità, dubbi e difficoltà per la loro corretta quantificazione in quanto il filo logico che li lega al prezzo risente, in misura maggiore rispetto ai materiali, delle innumerevoli variabili riguardanti l'attività dei cantieri edili

In particolare, preme evidenziare la questione relativa alla determinazione dell'importo della manodopera e della relativa incidenza sull'importo complessivo dei lavori, determinazione questa che negli appalti pubblici risulta obbligatorio effettuare per essere ammessi alla gara d'appalto. Inizialmente, ci riferiamo all'anno 2000, il procedimento che si adottò fu quello previsto dalla determinazione n. 37 del 26 luglio 2000 secondo la quale - partendo in pratica dal prezzo “finito” presente sul prezzario utilizzato per determinare l'importo dei lavori a base d'asta - si doveva procedere a ritroso scorporando l'utile di impresa, i costi generali, gli oneri della sicurezza, quindi i materiali i noli e i trasporti, isolando infine per differenza il costo della manodopera.

Oggi, nel redigere il progetto e nel calcolare l'importo dei lavori la stazione appaltante effettua una stima dell'incidenza della manodopera utilizzando come parametri di riferimento:

  • le analisi delle voci del prezzario utilizzato per la stima dell'importo dei lavori od in alternativa, in mancanza di queste,
  • le percentuali di incidenza della manodopera in base alle varie categorie di lavorazioni di cui alla tabella del Decreto Ministeriale dell'11/12/1978 integrato dal documento denominato AVVISO COMUNE, sottoscritto in data 28 ottobre 2010 dalle varie Associazioni di categoria.
È ovvio quindi che, analisi a parte, i procedimenti utilizzati possano definirsi di tipo empirico, nulla riscontrando di carattere analitico con tale metodologia.
Qualora invece il prezzario pubblico sia realmente provvisto delle analisi utilizzate per la realizzazione del prezzario stesso, e che queste siano all'atto pratico visionabili, rimane in sospeso la identificazione degli elementi sui quali sia stata calcolata la resa produttiva delle maestranze e la relativa composizione delle squadre-tipo: fattori questi dai quali appunto dipende l'ammontare della manodopera e la conseguenziale incidenza % della stessa.

Precisiamo per chiarezza espositiva che le considerazioni anzi espresse si riferiscono alle Stazioni appaltanti ed ai progettisti e non alle imprese che, dal canto loro, dovrebbero avere i propri dati storicizzati dei tempi esecutivi delle lavorazioni, nonché le composizioni delle squadre tipo da impiegarsi nelle varie attività di cantiere secondo l'assetto organizzativo dell'impresa stessa, e quindi sono dati che attengono alla singola impresa e non ovviamente in modo generalizzato all'intero mondo imprenditoriale edilizio.

I prezzari pubblici, quindi, seppure legittimi in quanto ufficialmente approvati e riconosciuti dagli organi amministrativi, presentano ovviamente grandi elementi di incertezza; in particolare, si pensi all'incidenza delle spese generali e dell'utile d'impresa derivanti dall'applicazione delle aliquote stabilite dall'art.32 del DPR 207/2010, aliquote che ovviamente possono solo costituire un'indicazione di massima ma che non possono rappresentare elementi scientifici in base ai quali pervenire ad un risultato avente caratteristiche oggettive.
Infatti, è noto nella realtà delle cose che le spese aziendali dipendono dalle caratteristiche delle aziende stesse e dalle specificità dei singoli cantieri per i quali si è chiamati a formulare un'offerta o un ribasso d'offerta: in tal senso, quindi, qualsiasi forma di standardizzazione presenta elementi di incertezza considerevoli.
Proprio a questo riguardo preme evidenziare che una recente sentenza del Consiglio di Stato del 2017 si è pronunciata come segue:

“Il costo del lavoro non è un costo standardizzato e uguale per tutte le imprese, che possa essere predeterminato dalla stazione appaltante e previamente scorporato sulla base di indicazioni tassative da questa provenienti, e così pure il costo per la sicurezza aziendale, trattandosi di elementi che possono variare in relazione all’organizzazione del lavoro dell’impresa e all’efficienza della stessa”.

Tale sentenza cita il costo del lavoro e il costo della sicurezza aziendale, fattori questi ricompresi nell'elenco delle spese generali previste all'art. 32 del DPR 207/2010 che, oltre a contemplare gli oneri della sicurezza, contempla anche attività di accantieramento per la quale occorre ovviamente impiegare delle maestranze: il Consiglio di Stato ha escluso la standardizzazione di ciò.

Poniamo ora l'attenzione sulla questione della determinazione degli oneri di sicurezza aziendali per i quali convenzionalmente si ipotizza una forbice % variabile dal 3% al 5% (vedi linea guida Itaca) applicata sulle spese generali stabilite dal DPR 207/2010: è ovvio anche in tal caso che l'incidenza degli oneri della sicurezza risenta di una inevitabile aleatorietà in quanto calcolata su fattori di per sé casuali e che sicuramente celeranno al loro interno molteplici “compromessi” di valutazioni economiche, compromessi ai quali l'impresa si troverà costretta a tentere di porre rimedio in corso d'opera dopo l'acquisizione dell'appalto.

In merito al costo di retribuzione degli operai il Ministero Del Lavoro e Delle Politiche Sociali - Direzione Generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro e delle Relazioni Industriali - Div. IV - emana annualmente una tabella, comprendente tutte le provincie d'Italia, relativa al costo medio orario degli operai dipendenti delle imprese edili ed affini. Questa tabella, pur nella consapevolezza che trattasi di valori mediati, è per le Stazioni appaltanti un riferimento sul quale effettuare le verifiche di congruità, ma di certo non costituisce elemento di risposta alle riflessioni in precedenza esternate.

Ritorniamo ora sul tema della corretta determinazione del prezzo di una lavorazione edilizia, e della corretta analisi quale presupposto di tale determinazione, e sul tema della quantificazione del costo della manodopera e sulla conoscenza dei tempi esecutivi delle varie lavorazioni, aspetto questo di non semplice soluzione per varie e complesse ragioni: vediamo quindi di proporre un procedimento alternativo che possa farci avvicinare alle realtà vissute quotidianamente in cantiere.

La capacità produttiva delle maestranze impiegate in cantiere è soggetta a innumerevoli variabili che attengono a vari aspetti, dei quali citiamo solo alcuni:
  • maggiore o minore capacità professionale delle maestranze;
  • favorevoli o sfavorevoli aspetti relativi al cantiere nel quale si debbono eseguire determinate lavorazioni, quali ad esempio:
  • area di accantieramento più o meno agevole;
  • minori o maggiori movimentazioni dei materiali;
  • presenza o meno di idonei mezzi di sollevamento;
  • viabilità interna al cantiere più o meno complessa;
  • particolarità della struttura sulla quale operare;
  • minore o maggiore quantità da eseguirsi;
  • interferenza della lavorazione con altre in corso;
  • soventi interruzioni per ragioni logistiche del cantiere;
  • ecc., ecc.

Tutte queste circostanze ineludibili complicano quindi la determinazione dell'incidenza della manodopera, tanto è vero che non a caso la problematica sino ad oggi non ha ancora avuto risposta quanto meno nella definizione di una procedura condivisibile universalmente.

La proposta di CENTRO PREVENTIVI per affrontare la questione con un minor grado di incertezza si basa un altro criterio a sua volta imperniato su tre elementi fondamentali:
  • il concetto di ordinarietà della lavorazione;
  • il prezzo di mercato a misura della sola lavorazione, che d'ora in poi per brevità chiameremo PMM, ossia della sola manodopera, applicato ricorrentemente da squadre di artigiani specializzati operanti da anni nel rispettivo settore di competenza;
  • l'esecuzione delle attività specialistiche avvenga all'interno di cantieri gestiti e organizzati dall'impresa appaltatrice dell'intera opera o delle principali opere da compiersi.

Affinché questa teoria permetta di perseguire i risultati auspicati, occorre chiarire bene nel caso specifico, cosa si intenda con il termine "concetto di ordinarietà" e cosa si intenda con il termine "PMM di sola posa della lavorazione".
Precisiamo che dobbiamo riferirci a squadre di artigiani specializzati a seguito di corsi di formazione o quantomeno che svolgano abitualmente determinate lavorazioni da diversi anni con consapevolezza e con risultati qualitativi di buon livello.
Oggi, a differenza di alcuni decenni addietro, l'edilizia è notevolmente cambiata diventando molto specialistica ed ha creato di fatto un netto spartiacque tra maestranze competenti e maestranze meno competenti.
Infatti, le tecnologie esecutive variano in funzione delle linee di prodotti che si intendono utilizzare, per cui problemi analoghi possono venire risolti in modo differente, ciò facendo aumentare la necessità di saper scegliere le maestranze idonee al caso specifico, che per riconosciute referenze siano in grado di soddisfare le esigenze della committenza rispondendo ai dettami del capitolato speciale d'appalto redatto dal progettista.

Il concetto di ordinarietà citato in precedenza ed al quale vogliamo riferirci significa ipotizzare che la lavorazione possa venire svolta in assenza di variabili critiche, in condizioni ideali e libere da soggezioni tali da condizionare e rallentare il processo di lavorazione: ovviamente questo può sembrare surrealistico ma tali affermazioni hanno un senso e vediamo quindi di spiegarne le ragioni.
Rivolgendoci a maestranze idonee alle nostre necessità ed in possesso dei requisiti citati in precedenza, possiamo a giusta ragione ritenere che queste debbano conoscere i tempi esecutivi e quindi le produttività necessarie per l'esecuzione di ciò che attiene alla loro stessa specializzazione: non è possibile - escludendo le variabili relative allo specifico cantiere - che maestranze specializzate non siano in grado di conoscere i propri tempi produttivi.
Ora sulla base di questo presupposto, elemento concreto e indiscutibile, si fonda il principio in base al quale riteniamo di poter ottenere analisi con un grande grado di attendibilità, ma soprattutto in grado di rispecchiare la ragion pratica dell'analisi stessa, elemento fondamentale di un procedimento di stima economico.

Il metodo analizzato che proponiamo è di tipo indiretto in quanto perviene alla quantificazione della resa produttiva sulla base del PMM che gli artigiani specializzati applicano ricorrentemente: il PMM risulta essere un valore economico altamente significativo seppure differenziato in base alle zone geografiche, in pratica il concetto si basa sulla determinazione del prezzo in base alla legge della domanda e dell'offerta.
Il PMM determinato dalla legge della domanda e dell'offerta al quale vogliamo riferirci non comprende le specifiche variabili che attengono ad uno specifico cantiere, tant'è che è prassi usuale in sede d'offerta, nella fattispecie che stiamo trattando, dover valutare caso per caso se il PMM possa essere applicato direttamente, senza “aggiustamenti”, nel cantiere in cui si devono eseguire le opere.
Il nostro PMM è avulso da qualsiasi contesto specifico ed è riferito alla singola lavorazione da eseguirsi in condizione di evidente ordinarietà, ossia priva di gravami e di soggezioni anche parziali: in pratica ci riferiamo a situazioni che, seppure non così ricorrenti, possono però verificarsi.

Tutti gli operatori del settore sono consapevoli che i PMM di posa sono da sempre riferiti a situazioni ottimali-ordinarie; pertanto, devono valutare successivamente caso per caso gli aggravi di lavoro che debbano portare al definitivo accordo contrattuale.
Di conseguenza, il PMM acquisito sulla base di questi presupposti dovrà poi essere contestualizzato nello specifico cantiere nel quale sarà eseguita la prestazione: ovviamente, la presenza di condizioni motivanti un incremento del PMM dovranno essere supportate da precise ragioni.
Per quanto riguarda eventuali possibili decrementi del PMM questi possono ravvisarsi nel caso di grandi opere, che proprio per le ingenti quantità da realizzarsi sottostanno a regole di mercato che esulano dalla realtà alla quale ci stiamo riferendo in questa trattazione.
Ecco quindi che il valore economico del PMM acquista in questa veste un significato preciso in grado di costituire il primo elemento necessario per addivenire alla determinazione della produttività media per singola lavorazione.

L'altro elemento necessario da determinare è il costo uomo/giorno dell'artigiano, elemento anche questo ricavabile o dal PMM dell'artigiano o dalle tabelle delle tariffe dei contratti di lavoro vigenti nella zona interessata.
L'esempio che ora vogliamo fare per spiegare in termini pratici il procedimento prende come riferimento un costo medio orario dell'artigiano che oscilla tra € 28 ed € 32 corrispondente ad un valore medio di € 30,00:
è semplice determinare il costo medio uomo/giorno moltiplicando la tariffa media oraria per le otto ore giornaliere di lavoro ottenendo € 240,00 giorno.
Il corrispettivo uomo/giorno così determinato corrisponde al corrispettivo medio al di sotto del quale, in linea di principio, un artigiano non è disposto a prestare la propria opera compensata con un prezzo unitario a misura: in pratica, un artigiano che lavora a misura non sarà mai disposto a percepire un importo giornaliero minore di quello che percepirebbe lavorando ad ore.
Da ciò consegue che dal rapporto del costo giornaliero, che qui a titolo d'esempio corrisponde ad € 240,00/giorno, con il PMM della lavorazione otteniamo la produttività media di una determinata lavorazione. Tale conclusione, in apparenza semplicista, riflette in realtà aspetti complessi dei quali abbiamo fatto cenno poc'anzi; in particolare, la resa produttiva, in tal modo determinata, è maggiormente veritiera proprio per la natura stessa dei lavoratori autonomi votati alla massima resa sul lavoro per loro ovvio interesse economico.
Un'altra importante ragione che rafforza la fondatezza del procedimento consiste nel fatto che l'artigiano è maggiormente motivato a rispettare la produzione giornaliera minima rispetto ad un lavoratore dipendente che percepisce la propria remunerazione indipendentemente dalla quantità prodotta.
Mantenere il livello di produzione giornaliera nei limiti imposti dall'equivalente minima retribuzione giornaliera dell'artigiano, senza quindi esasperarne la produttività, permette di determinare un costo giornaliero dell'operaio dipendente maggiormente vicino alla realtà del cantiere.
Il procedimento proposto viene inoltre rafforzato dal fatto che è interesse stesso dell'Appaltatore ricorrere quando possibile all'affidamento in subappalto di determinate lavorazioni specialistiche; in questo modo il calcolo di manodopera equivalente impiegata non è quindi frutto di teorie fantasiose, ma di considerazioni che realmente trovano riscontro nei fatti che avvengono quotidianamente in cantiere.

Ribadiamo, per doverosa chiarezza, che il PMM al quale ci siamo riferiti è relativo ad un artigiano chiamato a prestare la propria opera all'interno di un cantiere già allestito ed organizzato dall'Impresa capo commessa, proprio per i presupposti di epurazione delle variabili altrimenti gravanti sul prezzo unitario di posa rendendolo, in caso contrario, non più predeterminabile.
Per chiudere il cerchio del ragionamento esplicitato ed applicare all'atto pratico il metodo occorrono altri fattori che qui a seguito riepiloghiamo:
  • prezzo a misura della lavorazione;
  • prezzo orario dell'artigiano;
  • squadra tipo necessaria per la specifica lavorazione;
  • costi orari delle maestranze in base alle tariffe contrattuali di zona.

E' possibile sperimentare direttamente l'applicazione utilizzando la tabella di calcolo scaricabile cliccando qui.

Per consultare diverse voci di lavorazione a misura comprensive dei costi PMM e delle relative squadre tipo consigliate potete cliccare qui.

SIGNIFICATO DI COSTO E DI PREZZO

In linea generale, il costo rappresenta ciò che il produttore deve spendere per produrre un determinato bene (es. materie prime, componenti, manodopera, ecc.), mentre il prezzo è dato dal costo più il ricarico che il produttore medesimo deve applicare per ricavare un guadagno dalla vendita al pubblico del bene: di conseguenza, uno stesso bene avrà sia un costo per il soggetto che lo produce, sia un prezzo per il soggetto che lo acquista.
Occorre precisare che i costi sostenuti dal produttore per realizzare un determinato bene sono allo stesso tempo prezzi per i soggetti intervenuti nella filiera di produzione di quel bene, in quanto questi ultimi a loro volta avranno tratto un guadagno rispetto ai loro relativi costi di produzione.

Ora, in relazione alla finalità della presente opera, dobbiamo riferirci al cd. “costo di costruzione” che rappresenta il prezzo complessivo che un Committente deve sostenere per realizzare una determinata opera e che, se epurato dell'utile, rappresenta il costo che un'impresa deve sostenere per realizzare l'opera commissionata dal Committente. Sul quest’ultimo graverà anche una serie di costi aggiuntivi che, sommati al costo di costruzione, determineranno il cd. “costo di produzione”.
Se dal prezzo scorporiamo le spese generali e l’utile d’impresa, otteniamo il “costo tecnico di costruzione”.

Il costo di costruzione si suddivide in costi variabili (riferiti all’attività di cantiere) ed in costi fissi: i primi sono suddivisibili a loro volta in costi diretti (quelli relativi all’esecuzione delle singole lavorazioni) ed indiretti (quelli non strettamente collegati alle singole lavorazioni come, ad esempio, l’accantieramento), mentre i secondi sono sempre costi indiretti ed attengono alla gestione ed all’organizzazione dell’impresa in quanto tale.

Quindi, nell’affrontare le tematiche dello sviluppo analitico dei costi si dovrà parlare di analisi prezzi in alcuni casi e di analisi costi in altri. Le imprese edili, prima di formulare un prezzo di offerta o un ribasso d’asta per la realizzazione di una determinata opera, debbono necessariamente eseguire le analisi dei costi, per effettuare in modo congruo la proposta d’offerta comprensiva di un legittimo utile di impresa.
Naturalmente, nell’analisi del costo dell'opera dovranno considerarsi tutti gli elementi per portare compiuta l'opera stessa: quindi, oltre ai costi dei materiali, della manodopera, dei noli e dei trasporti (costo tecnico di costruzione) occorrenti per la messa in opera di una certa lavorazione, bisognerà considerare anche le spese generali.

SIGNIFICATO DI ONERI E DI SPESE

In linea generale, con il termine “oneri” si intendono i pesi economici, organizzativi e gestionali che gravano sull’appaltatore nel rispetto di leggi, di regolamenti e di norme regolanti l’attività dell’appaltatore stesso: pertanto, nella fattispecie dell’attività edilizia i prezzi delle singole categorie di lavorazione debbono inevitabilmente essere comprensivi degli oneri anzi definiti.
Dunque, gli oneri non vanno confusi con i costi per l’acquisto dei materiali, dei noli e della manodopera necessari per la realizzazione delle singole lavorazioni (cd. “costo tecnico di costruzione”). In particolare, le disposizioni sulla sicurezza dei cantieri temporanei e mobili contenute nel D.Lgs. 81/2008 evidenziano i concetti di costo e di onere; infatti, a seconda dei casi, talune volte ciò che asetticamente rientrerebbe tra gli oneri acquisisce le vesti di costo.
Si definiscono spese quelle non direttamente legate alla produzione del prodotto (gestione amministrativa, oneri finanziari, ecc.).

STATO DI PREVISIONE DELL'UTILE

Dopo aver completato un computo metrico estimativo corredato di tutte le analisi dei prezzi dei singoli articoli delle lavorazioni, è opportuno effettuare una duplicazione del lavoro stesso per mantenere salvato separatamente lo studio di previsione dell'intervento edilizio da realizzarsi; quindi si procederà lavorando sulla copia creata.

Durante l'avanzamento dei lavori si verifica sovente che le quantità delle varie lavorazioni previste nel progetto iniziale ed inserite nel computo metrico estimativo varino in eccesso o in difetto; ora, a prescindere dalle ragioni che poratno alle variazioni delle previsioni, è importante poter accertare, in corso d'opera, se tali variazioni siano tali da modificare l'utile fino al punto da compromettere in modo significativo quello previsto.

È opportuno precisare che se gli articoli del computo metrico estimativo di previsione generassero tutti la stessa % di utile, il variare delle quantità previste non comporterebbe una variazione dell'utile stesso in termini percentuali, ma solo in termini di valore economico in euro.
Tale affermazione non è però veritiera in senso assoluto, in quanto la presenza dei costi generali, eventualmente inseriti nel computo metrico estimativo, andrebbe ad incidere in misura maggiore o minore; per cui si deduce che il variare delle quantità alteri sempre e comunque l'utile di previsione originario.

La variazione dell'utile sarà in difetto, se gli articoli che producono maggiore utile diminuiscono di quantità, così come se saranno gli articoli di minor utile ad aumentare di quantità; viceversa la variazione sarà in aumento se gli articoli che producono maggiore utile aumenteranno di quantità, così come se saranno gli articoli di minor utile a diminuire di quantità.
In considerazione di tutto questo è stata quindi inserita una funzione che permette in automatico di controllare l'utile di previsione originario ed aggiornato: i due pulsanti da cliccare alternativamente sono denominati: “STATO DI PREVISIONE ORIGINARIO” e “STATO DI PREVISIONE AGGIORNATO”.

Affinché lo stato di previsione aggiornato visualizzi un fattore economico avente un preciso senso contabile, sono indispensabili alcune condizioni fondamentali quali:

  • redazione ed aggiornamento della contabilità di cantiere ;
  • aggiornamento delle quantità residue da eseguirsi rispetto al totale di previsione iniziale;
  • approvazione ed inserimento di eventuali nuovi prezzi;
  • aggiornamento delle analisi degli articoli per i quali le stesse analisi non sono risultate più attendibili in corso d'opera;
  • ecc. ecc.
In pratica sarà consultabile lo stato di previsione aggiornato, quando nel quadro comparativo nella colonna progressivo unitario approvato saranno presenti variazioni rispetto alla colonna della quantità prevista.

Ovviamente l'utile potrà variare anche per altre molteplici ragioni, quali a titolo d'esempio:
  • non corretta formulazione della stima dei costi generali e della stima degli oneri logistici;
  • presenza di maggiori oneri di accantieramento e di scantieramento;
  • presenza di uno sfrido di materiale oltre il limite di previsione;
  • ecc. ecc.

AGGIORNAMENTO E GESTIONE ANALISI VARIATE
E RIFLESSI SULL'UTILE

Vediamo ora di approfondire correttamente, e nel modo più esaustivo possibile, come si debbono gestire le eventuali variazioni dell'utile dovute alla non rispondenza delle analisi dei costi eseguite in fase di preventivazione, rispetto alla realtà che poi si potrebbe presentare durante l'avanzamento dei lavori stessi.
Poniamo l'attenzione, quindi, alle singole analisi delle vari lavorazioni di elenco prezzi elencando le fattispecie di variazioni che potrebbero verificarsi:

  • variazione delle quantità dei componenti impiegati nelle varie lavorazioni;
  • aggiunta di uno o più componenti non previsti inizialmente;
  • non utilizzo di uno o più componenti previsti inizialmente;
  • variazione dei costi dei componenti durante lo svolgimento dei lavori.
Sulla base del verificarsi di una o più concomitanti cause tra quelle elencate poc'anzi, l'impresa esecutrice dei lavori dovrebbe chiedersi o meglio dovrebbe essere in grado di stabilire se le variazioni sono dovute a disposizioni indotte dalla DL o, viceversa, se trattasi di inesattezze previsionali o di imperizia esecutiva dei lavori.
Questo esame risulta fondamentale per un approccio contabile consapevole da parte dell'impresa esecutrice, in quanto, se non sono da imputarsi alla stessa le suddette cause, è ovvio che l'Impresa può avanzare richiesta alla DL di concordare uno o più nuovi prezzi per intervenute variazioni rispetto a quanto previsto contrattualmente.
Se invece la o le cause delle variazioni dovessero dipendere dall'impresa esecutrice, ovviamente non sarà possibile avanzare pretese in tal senso.

Qualunque siano le cause delle intervenute variazioni delle analisi dei costi, l'impresa deve comunque poter accertare e monitorare in corso d'opera quali siano i riflessi delle suddette cause sulla variazione di remuneratività dell'appalto assunto, e di conseguenza provvedere a contrastare e/o compensare gli accadimenti.
Per cui si prospettano due macro situazioni, ossia:
  • concordamento dei relativi nuovi prezzi tramite apposito verbale ;
  • ricerca delle possibilità di ridurre i sopraggiunti maggiori costi sulla base di scelte unilaterali organizzative ed economiche da parte dell'impresa.
È ovvio che le soluzioni da adottarsi dipendono in gran parte dall'entità dei sopraggiunti maggiori oneri, che debbono potersi rilevare attraverso il controllo della contabilità.
Vediamo ora come si deve procedere nei due casi ipotizzati.

Ricordiamo, e ribadiamo, che il computo metrico estimativo di previsione, sulla base del quale l'impresa ha formulato l'offerta, non deve mai essere oggetto di successive modifiche in quanto, altrimenti, l'impresa non potrà più risalire sia agli scostamenti rispetto alla previsione iniziale che alle cause generanti gli stessi scostamenti.
Per porre eventuali richieste alla DL e per contrastare le variazioni, è necessario che in ogni momento delle varie fasi di vita del cantiere risulti possibile raffrontare la situazione con la massima precisione possibile.

Esistono inoltre due macro questioni relative alle verifiche dell'andamento economico che l'impresa è tenuta a fare:
  • una riguarda la comparazione del computo di previsione rispetto allo stato contabile di un determinato momento di vita del cantiere;
  • l'altra riguarda la comparazione della previsione dei consumi e quindi degli acquisti dei prodotti e della prestazione della manodopera rispetto alle risultanze degli effettivi acquisti desumibili dalla contabilità amministrativa, bolle di accompagnamento e fatturazioni.

In questo paragrafo ci limitiamo ad illustrare il controllo contabile solo nel primo caso, il secondo verrà trattato in un paragrafo separato in quanto di notevole maggiore complessità.

Riprendiamo quindi l'ipotesi in cui l'impresa debba concordare nuovi prezzi e conseguentemente inserirli nella contabilità e nello stato di previsione aggiornato.
Prima di firmare in via definitiva il verbale nuovi-prezzi l'impresa dovrà verificare non solo la remuneratività del singolo prezzo da concordare, ma anche il riflesso economico che tali nuovi prezzi produrranno sull'intero appalto.
Per tale verifica si procede nel modo seguente:
  • si inseriscono nell'elenco prezzi i nuovi articoli identificati dal suffisso NP seguito dalla numerazione progressiva;
  • si importano nel computo metrico di previsione tutti i nuovi prezzi da concordare, mettendo come quantità prevista il valore zero;
  • si importano nel stato di avanzamento aperto in corso di redazione gli NP previsti, inserendo la quantità stimata da eseguire per gli stessi ed approvando temporaneamente la quantità stessa.
Completate queste tre operazioni, sarà possibile controllare dalla sezione DATI ECONOMICI l'utile di previsione aggiornato raffrontandolo, quindi, con l'utile di previsione originario: se i riscontri economici soddisfano, l'Impresa potrà dare corso con la DL al concordamento degli NP sottoscrivendo il relativo verbale nuovi prezzi.

Se, invece, le variazione delle analisi degli articoli previsti nel computo metrico originario non danno adito alla richiesta di concordamento di nuovi prezzi, ed al contempo l'impresa si è resa conto che le singole analisi eseguite in fase di studio per la formulazione dell'offerta sono risultate inesatte, la stessa dovrà necessariamente aggiornare la situazione per monitorare l'utile di previsione in corso d'opera sulla base di elementi economici attendibili.
Ora in siffatta ipotesi, non potendo modificare direttamente le analisi degli articoli originari in quanto andremmo ad alterare la previsione iniziale, occorre procedere in tal modo:
  • si devono duplicare nell'elenco prezzi tutti gli articoli per i quali si rende necessario aggiornare le analisi: per non confonderli con i precedenti ed allo stesso tempo riconoscerli, si aggiungerà al codice dell'articolo la codifica "R.A." abbreviazione della dicitura REVISIONE ANALISI;
  • si procede con l'aggiornamento delle relative analisi;
  • si importano questi articoli nel computo metrico di previsione a quantità zero;
  • si importano nello stato di avanzamento aperto in corso di redazione gli articoli così codificati, inserendo la quantità stimata ancora da eseguirsi per gli stessi, approvandola in via definitiva;
  • si procede ad azzerare la quantità residua da eseguirsi per i corrispondenti articoli ora ricodificati, lasciando ovviamente in contabilità quanto per gli stessi già contabilizzato in precedenza.
Completate queste cinque operazioni si procederà a verificare in DATI ECONOMICI l'utile di previsione aggiornato. Naturalmente gli articoli ricodificati dovranno rimanere all'interno della documentazione aziendale, mentre la DL proseguirà la contabilizzazione dell'avanzamento dei lavori utilizzando il file del lavoro con i codici ufficiali facenti parte dell'elenco prezzi allegato al contratto.

L'azzeramento di una voce di una lavorazione che non verrà di fatto eseguita, va effettuato indicando nel libretto delle misure il valore della quantità prevista con il segno meno motivando, nel campo descrizione delle misurazioni, la ragione della totale detrazione: ovviamente si dovrà poi procedere con l'approvazione.

CENTRO PREVENTIVI di Elena Romeo - Viale Crispi, 2 - 41121 Modena - tel. 059/4733554 Cell. 334 6366951 Lunedì-Venerdì ore 16,00-18,00
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